VEID.in merit.umkascoletan
LIBRO PRIMO.Securo, e queto: e v'ha d'alberi sopraTale una ſcena, che la luce, e'l ſoleVi raggia, e vi penetra un ombra opaca,Anzi un' horror di selve annose, e folte.D'incontro è di gran massi, e di pendentiScogli un'antro muscoso, in cui dolci acqueFan dolce suono. E v'ha sedili, e spondeDi vivo sasso: albergo veramenteDi ninfé; ove a fermar le stanche naviNe d'ancora v'è d'uopo, ne di sarte.Qui ſol con ſette, che raccolſe appenaDi tanti legni, Enea ricoverossi.Qui stanchi tutti, e maceri, e del mareAncor paurosi, i liti appena attinsero,Ch'a terra avidamente ſi gittarono.Acate fece in pria selce, e focileScintillar foco: e dielli esca, e fomento.Altri poſcia d'intorno ad altri fochi(Come quei che di vitto avean diſagioE le biade trovar corrotte, e molli)Si dier con varj studj, e varj ordigniA rasciugarle, a macinarle, a cuocerle.Intanto Enea ſovr' un de' ſcogli aſceſoQuanto ſi diſcopria con l'occhio intorno
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