pagna in Clesich, di sua idea, edinvenzione architettati, ed cretti, hadato luminosi saggi degli studj fat-ti in quell arte, e del suo raro sa-pere, grandissima quantità possededi disegni di quest' insigne Maestro,ed uniti a molte preziose pitture.quai gioje conservagli; e come cor-tesissimo Cavaliere ch'egli e, a chiun-que di vedergli ha vaghezza, mo-strargli compiacesi. Di questo ce-lebratissimo Autore vedine la Vitapremessa alle opere di lui, e nelVasari, nel Sansovino part. 3. car. 248.stampa di Bologna.ANDREA PREVITALE Bergamasco,Scolaro di Giovanni Bellino, fu co-sì esatto nell'imitare la maniera delMaestro, che molte sue opere alBellino vengono attribuite, dandooccasione a questo errore la somi-glianza dell'artifizio. Fece moltiritratti con isquisita diligenza, efreschezza. Nella Cattedrale di Ber-gamo dipinse la Tavola con SanBenedetto, ed altri Santi, per laquale ebbe grande stima. Ed inSant Agostino pure di Bergamo di-pinse S Orsola con le Vergini, nel-la qual tavola bellissime teste, dilicati visi, e ben disposti panneg-giamenti si veggono. In Ceneda di-pinse la Santissima Annunziata, qua-dro cotanto apprezzato da Tizia-no, che qualunque volta di passa-re per quella Città gli accadeva,a contemplarlo buona pezza ferma-vasi. Si crede vivesse, e fiorisse ne-gli anni 1530. e si fa menzione dilui dal Ridulfi part. 1. cart. 123.ANDREA RICCIO Padovano di ori-gine, e Scultore di professione. Dimano di costui sono le due Statuedi Adamo ed Eva, che nel discen-dere dalla grande Scala, detta co-munemente de' Giganti, del Palazzo Ducal di Venezia si veggonoe per il tempo, in cui fatte furo-no, sono stimatissime. Viveva eglinel 1400, e fu amicissimo di An-
tonello da Messina, come dal Va-sari part. 2. cart. 284. si accenna.ANDREA TORESANI Bresciano, do-tatò dalla natura di sublime talen-to per divenire Pittore, in età disoli anni tredici dipingeva paesi co-sì al naturale, che dava ammira-zione agli intendenti dell'arte. IParenti di lui, vedendo l'inclina-zione congiunta all'abilità del gio-vinetto, alla Scuola di Antonio Au-reggio il mandarono, nella qualepoco tempo fermatosi, arrivò a su-perare di gran lunga il Maestro.Di là, perchè nell' arte si perfezio-nasse, fu inviato a Venezia, dovestudiando le opere di valentuomini,e la natura imitando, varj proſpet-ti di mare, con isbarchi, con na-vigli, con figure alla foggia delledifferenti nazioni vestite con talproprietà e grazia disegnò, ch'erauna meraviglia a vedergli. In que-sto esercizio il giorno continuando,e frequentando la notte l'Accade-mia del nudo, nello spazio di cin-que anni così celebre Maestro di-venne, che da ogni Forestiere diqualità, che a Venezia in quel tem-po arrivava, qualche quadro di luicon grande ansietà ricercavasi. Di-segnò a penna con tanto sapore efinitezza, imitando il Campagnolae Tiziano, che da S. E. il Sig. Zac-cheria Sagredo Patrizio Veneto aman-tissimo della Pittura, ebbe ordinedi fare cento vedute in foglio tut-te a penna; qual commissione mi-rabilmente eseguì. Altre cento ve-dute di paesi in mezzi fogli feceper me Pietro Guarienti, toccate apenna con tanto giudizio, e sape-re, che in quella maniera di dise-gnare quasi unico e singolare puòdirsi. Chiamato alla Patria, fecemolte opere per Cavalieri e dilet-tanti, dipinte e condotte con istilebizzarro, e adornate con molte gra-ziose figure, onde al fresco paeseggiare di lui una nuova bellezza si