canali dati in luce nel 1551. fece-ro un gran contrapreso all'operedei migliori Maestri, per esservi inquelli gran varietà di teste, d'ariedi movimenti, e d'abiti sul gustodi Luca d'Olanda. Morì in Soestotto leghe lontano da Munster. Bal-dinucci fol. 23. Sandrart fol. 233Il Sig. Ventura Rossi Pittore del Ro-di Polonia possiede Adamo ed Evain vago paeſe di detto Autore.ALESSANDRO Adrianense, Pittorodi Anversa, è menzionato nel Ga-binetto Aureo delle Vite de' PittoriFiamminghi a carte 273.ALESSANDRO Ardente Pittor Lucche-se è citato dal Lomazza a car. 435ALESSANDRO Cesari, cognominatoil Greco, per testimonianza del Va-sari nel primo Tomo della 3. par-te a carte 296. fu peritissimo nellintagliar pietre preziose, e far co-nj per medaglie, ed eguagliò gliantichi Greci e Romani. Viveanell'anno 1550. come da singolaremedaglia di Papa Giulio III. fattada esso coll'anno stesso. Ritrassemolti Principi e Cardinali, ed in-tagliò pietre con tal diligenza e fi-nitezza, che vengono giudicate an-tiche. Di lui ho veduto varj la-vori in Lisbona nella raccolta delSig. Marchese d'Abrantes.ALESSANDRO Marcello, Nobile Ve-neto, ai pregi della Musica e della Poesia aggiunse anche quello del-la Pittura. Oltre a molte opere aogno per suo diporto egregiamentecondotte, nel soffitto della Chiesadi S. Maddalena in Venezia con particolare studio dipinse la detta San-ta portata in Cielo da Cherubini.Fini di vivere, non ha guari, inPatria, al governo di cui, ed allavirtù incessantemente applicossi.ALESSANDRO Leopardo Scultore, efonditore di bronzi Veneziano, ser-vì la Serenissima Repubblica in mol-te opere pubbliche, e spezialmentedi sua invenzione gettò e scopìl
i tre grandi piedestalli di bronzo;che sostengon 1 stendardi che sononella gran Piazza dinanzi alla Chie-sa di S. Marco, per 1 quali, chesono di buon disegno, meritossi nonpoca lode. Senonchè l'aver eglivoluto con frande attribuirsi il me-rito di una grande opera da altrifatta, offuscò assaissimo la gloriadi lui. Avendo il Senato Venetodato la commissione ad Andrea Ve-rocchio esimio Scultor Fiorentinodi alzare una magnifica statua eque-stre di bronzo ad onore di Bartolo-meo Coleoni nella piazza de SS.Giovanni e Paolo, si accinse il va-lentuomo con tanto calore all'im-presa, e nel gettarla tanto si affa-ticò, che soprafatto da violentissi-ma febbre morì prima di ripulire,e di riporre la sua bellissima sta-tua nel luogo assegnato. Al chefare essendo stato chiamato il Leo-pardo, potè tanto nell'animo di luial desidario d'immortalarsi con ope-ra così illustre, che si fece lecitousar di artifizio per usurparsi talvanto. Fatto un piccolo incavo nel-la cintura sotto la pancia del ca-vallo, in esse v incise il suo nomein tal guisa: Alexander, Leopardusfecit opus: indi riempì di bitumel'incavo, e la cintura di sopra conoro coperse, a fine che, scioltosi ungiorno o per pioggie, o per caloredi Sole il bitume, venisse a sco-prirsi il suo nome, come, non hamolto, addivenne. Nè di ciò con-tento ordinò, che dopo la sua mor-te sopra la lapida del suo sepolcrosi ponesse la seguente iscrizione:DOMUM MATERNAMALESSANDER LEOPARDUSSUIS Q. Pos.AN. XV.POST ILL. BARTOLAMAEICOLEI STATUAE BASISIDEM OPIFEXM. D. X.Questa Lapida vedesi nel primoClau-