ranno mai con quella franchezza buttate, con cui le butta il Maestroil quale non essendo obbligato ad imitare, da sè le butta dal forte suoestro, e dal proprio sapere condotto; e così al suo luogo leggiere, fran-che, vergini, lucide, e naturali rimangono; laddove quelle dell'altroun poco stentate, stiracchiate, e peste appariscono: al che si aggiunga,che il copiatore, benchè con tutto lo sforzo d'imitare perfettamente s'ingegni, negli accessorj non può a meno di non cadere nel proprio ca-rattere.Veggonsi ancora certe copie da eccellenti Professori fatte (e di que-ste io ne ho vedute parecchie, come quelle fatte dai Caracci, da Guido,da Benvenuto da Garofalo, da Andrea del Sarto, dal Bronzino, dePaolo Veronese, e sono mentovate dal Vasari, dal Malvasia, e da al-tri, che della Pittura trattarono) con tale esattezza, e perfezione ese-guite, che gli stessi Maestri ingannaronsi nel crederle i propri parti: Orqueste certamente apprezzare debbonsi quanto gli originali medesimi,tanto più che in esse con occhio critico esaminate corretti ravvisansi queipiccoli difettucci, che negli originali si trovano; ciò non ostante il bra-vo intendente la copia dall'originale deve distinguere, quando ogni altrolume mancasse, per quella essenziale importantissima ragione, che inquasche parte della copia anche eccellentemente fatta il proprio particola-re carattere di chi l'ha fatta da chi ha buon occhio necessariamente siscorge. Ma questo buon occhio non si acquista se non dopo insinite osser-vazioni, diligenze, e fatiche.Più facilmente può trar nell'inganno una copia da prima mediocre-mente fatta, e poi passata per mano di certi Pittori, i quali ogni lorocura ed applicazione vi pongono nel falsificare i caratteri; mentre que-sti con somma attenzione ricuoprendo, secondo il bisogno, certe par-ti o trascurate, o imperfette, con certe botte franche ritoccando lestentato ed il languido, correggendo il dissegno, e la gradazione edarmonia de' colori introducendovi, talmente simile all' originale la ren-dono, che e per la patina antica rassembra, e l'acuta vista degli stessiProfessori delude.Ed oh piacesse al Cielo, che non abbondassero le Gallerie di similipasticci, i quali certamente non potranno giammai rilevarsi per tali senon da quelli, che consapevoli e pratici di cotai modi furbeschi, edartifizj, e ricercati del loro sentimento e giudizio, per le leggi dell'onestà si crederanno obbligati a svelare apertamente la verità.Da tutto ciò chiaramente apparisce la necessità di fare tutti i sopraaccennati studj indispensabilmente a chiunque voglia saper conoscere,e giudicare delle Pitture, e che io non a caso, ma da buone ragioni,e dall'esperienza ammaestrato ragiono. Il Baldinucci Scrittor modernodella Pittura in una Lettera scritta al Marchese Capponi Luogotenentedell'Accademia del Disegno in Firenze, e stampata in Roma nel 1685.sa al-
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Abecedario Pittorico : Contenente Le Notizie De' Professori Di Pittura, Scoltura, Ed Architettura
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