198quei termini di chiaroscuro ſi era portato,maſſime in alcuni egregiamente; ma quelragazzaccio d'Annibale avea tirato giù conquel ſuo modo impaziente, e poco pulito,onde quelle ſtorie in tal guiſa non ben ter-minate, e finite tenessero più dello schiz-zo, e forma di primo sbozzo, che di veriquadri aggiustati, e compiuti: esservisi po-tuto introdure per entro meno roba, odare un più di grande alle figure, che perl'altezza di quella ſala molto piccole riu-scivanoB. La cosa è tale, quale si ragionava. Saràper avventura a prima vista piaciuta a quelSignore l'opera, che egli avea commesso,e se altri non vi si fosse mescolato, forsene sarebbe stato contento; ma non neavrebbe però fatta mai la giusta stima pernon essere intendente dell'arte, come sipuò giustamente argomentare. Ma senten-dosela poi biasimare, e in specie dal Cesipittore di qualche nome, e addurre i mo-tivi della sua critica, il buon uomo, onon sapendo rispondere all' eccezioni, chele davano quei pittori, o non volendo pa-rere di non se n'intendere, avrà detto,e di poi creduto lo stesso, che dicevanoquei maligni, e astuti emoli de' Caracci;che abusandosi della semplicità, e igno-ranza di quel Signore, lo ingannavano, e
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