120meno le molte ciarle. Ma senza un grandeingegno non credo, che si possa conseguirequell'altra parte dell'archirettura, chevoi avere annoverato in secondo luogo,che è di sapere ben compartire una fab-brica, sicche torni vaga e comoda, nel chefu mirabile il Borromino, come si vedecon istupore nella casa della chiesa nuovadata alle stampe con un'ampla descrizionee appunto il Borromino è stato uno delpiù ingegnosi talenti, che si conti tra gliarchitettiM. Così è, ma non serve aver sortito dallanatura un' ingegno spiritoso, bisogna eser-citarlo, e fissarlo, il che si fa con lo studiodella geometria, in cui fanno di mestieritante considerazioni, e infiniti ripieghi perispartire con tanti riflessi, e tanti legami,e tanti dati o una linea, o una superficie,o un corpo d'una determinata misura, cheper forza è duopo mettere alle strettel'ingegno, e assottigliarlo, che poi nelloscompartire un edifizio non trova diffi-coltà, per quanto obbligato sia il sito,come era quello della suddetta casa dellaVallicella, serrato dalle strade, dallapiazza dalla chiesa, e da quella gran sa-grestia, che per di più lo spartiva quasi inmezzo; e com'è la piazza della chiesadella Pace, adornata così vagamente daPie-
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