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Dialoghi sopra le tre arti del disegno
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118tra, che dall'ignorar la meccanica, ruppenel mezzo un architetto; e il bello è, cheegli la ruppe per mezzo di quelli artificj,ché egli usò, perchè ella non si rompesse.Il caso è raccontato dal Galileo, ed andòin questa maniera. Fu tratta di sotto tetrain Firenze una gran colonna (*) per al-zarla sopra una Piazza. Ma essendo poipassara la voglia, e la comodita di farlo,e rimanendo su quella piazza quell'enormecavità, d'onde era stata tratta, che ap-portava bruttezza di giorno, e pericolodi notte; fu pensato di mettere presso all'estremità di detta fossa due pezzi di grossitravi, e voltarvi sopra la colonna, acciocchè con essa si ricoprisse quella bruttura,che ella aveva cagionato coll'escire disotterraB. In questo stato di cose, io lodo il ripiegopreso per modo di provvisione.M. Anch'io pure; ma avvenne con lo scor-rere di qualche anno, che l'uno de' duetravi s'incominciò a infracidare, e temen-do, ch'egli non si spezzasse, e che lapunta della colonna non cadesse nel fondodi quella profonda fossa, un architetto im-perito di meccanica venne a soccorrerla.(*) Questa colonna giaceva sulla piazza di SanMarco, ove era stata costrutta la base per innal-zarvela, la qual base ora è stata tolta via.

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