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Dialoghi sopra le tre arti del disegno
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71d'amendue, diverlo dal pensiero dell'Ar-chitetto, con che si venne a perdere inRoma l'architettura d'un Tempio, chesarebbe stata lo stupore de' secoli futuri.Nè poco anco perdemmo, quando fu sub-biata tutta la maravigliosa volta di dettaChiesa, e pareggiata per farla dipigneredebolmente, dove prima si riguardavanoquegli ingegnosissimi spartimenti con pia-cere indicibile, de' quali nè pure è rimasoil disegno. E se il Domenichino in ciò fosseeccellentissimo, si vede dalla soffitta di S.Maria in Trastevere, che è spartita in guisa,che considerandola con reflexione non sicapisce, come l'ingegno possa arrivare atanto. Ma anche dal vedersi scappar fuoritalora qualche fabbrica mostruosa, ne po-trebbero di poi trarre un profitto assai no-tabile i professori eccellenti.M. E qual mai per vita vostra?B. Che quando poi sono adoperati, e hannocampo di mettere alla luce qualche loroproduzione, ne riluce sempre più la loromaestria, ed eccellenza al confronto dell'opere degli Artefici ignobili, per quellatrita regola, che i contrarij spiccano più,se si pongano di presso l'uno all'altro.M. Nè pur questo conforto si prova nellenostre arti, quando i Signori non sono in-telligenti, e credono di esserlo; perchè seperE 4