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Dialoghi sopra le tre arti del disegno
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60naro; la qual cagione essendo tanto po-tente, e assorbendo tutte le altre cagioni,perchè da se sola senza più era non sologiusta, ma necessaria per rigettarlo, nondovea Fra Giocondo por mente all'altracagione, nè sdegnarsene, ma averla persopra più, e come se non fosse.M. Io per me credo, che anzi al contrariol'essere la Repubblica scarfa di danarofosse un motivo mendicato; e il vero, ereal fosse l'aver voluto dare in tutti i modiquell' impresa a Zanfragnino; perchè hoosservato, che l'economia salta fuori, quan-do si dee rimunerare, o dare la sua mer-cede a' Valentuomini, ma quando si trattadi buttar via in lavori mal fatti, o in pa-gare Artefici dozzinali, si allarga la borsadi mala maniera. Al Brunellesco appenavollero i Consoli dell'Arte pagare cin-quanta scudi il divin suo modello della Cu-pola, e ad uno, ch'era tutt'altro fuoriche Architetto, lo pagarono trecentoscudi. I Soprintendenti della fabbrica diS. Pietro, (a) avendo speso 25. scudi nelmodello della Chiesa fatto dal Bonarroti,non ebbero difficoltà di spendere più diquattromila in quello del S. Gallo, tantoè vero ciò, che dice il Vasari, (b) che in(a) Vas. p.3. c.751.(b) Part. 3. poem. c.141.

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