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Dialoghi sopra le tre arti del disegno
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31ritava d'essere stimato non solo come nobile,e cittadino, ma anche come virtuoſo, l'eſ-sere eccellentissimo Artefice, gli toglievapresso gl'ignoranti, e idioti, di quello, cheper nobiltà se gli doveva.B. Queste son cose, che intravengono adognuno, e in ogn'altra professione, e inogn'altro affare, che si abbia a trattarecon gli Uomini di questo mondo, e nonsi possono appropriare alle vostre Arti, oincolparne le medesime, e si vincono conla sofferenza, come avrà fatto il Rustici,se la cosa finì qui.M. Seguitiamo a leggere e sentirete: Aven-dosi dunque a stimar l'opera di Gio: Fran-cesco, e avendo egli per la parte sua chia-mato Michelangelo Bonarroti, il Magiſtratoa persuasione del Ridolfi, chiamò Baccio diAgnolo (che era un Falegname). Di chedolendosi il Rustici, e dicendo agli Uominidel Magistrato nell'udienza, che era purcoſa troppo ſtrana, che un Artefice legna-juolo avesse a stimare le fatiche d'un UomoStatuario, e quaſi che, egli erano un montedi buoi, il Ridolfi rispondeva, che anzi ciòera ben fatto, e che Gio: Francesco era unsuperbaccio, e un arrogante. Ma quello chefu peggio, quell'opera, che non meritavameno di due mila scudi, gli fu stimata dalMagistrato 500. che anco non gli furonomai