B. Non posso negare, che questa è una granpena, non tanto perchè vi leva il guada-gno, ma perchè vi toglie in un certo mo-do la reputazione: essendochè, quando sielegge un Professore per far qualcheopera pubblica, pare, che si faccia unaspezie di giudizio, supponendosi sempre,che quel Personaggio, che ne ha l'incum-benza, debba, e voglia per suo onore, edella sua Patria, o per rispetto al Pubblico,di cui si debbe far gran conto, o per suggezione ancora di quelli, che verrannodopo di lui, condur l'opera più perfetta,e perciò trascegliere il Professore più sin-golare, che si possa mai, acciocchè laconduca alla bramata perfezione. Oltreche le stranezze, che si veggono nell'ope-re, e che rimangono ne' tempi avvenire,si addossano non solo agli Artefici, maanche a chi le fece fare; dicendo contutta verità Cassiodoro (a): Mores tuos fa-bricae loquuntur, quia nemo in illis dili-gens agnoscitur, nisi qui & in suis sensibusornatissimus reperitur; che in sostanza nonvuol dir altro, che chi fa una fabbrica,fa il ritratto del suo naturale.M. Così è per l'appunto, e così l'hanno in-resa gli Uomini eccellenti in queste arti.Lasciatemi pigliar il Vasari, e sentiteQuel-(a) Cassiod. lib. 4. epist. 51.
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