teranno subito alle vostre ragioni, allequali per la loro ignoranza non saprannoreplicare; vedendo io spesso spesso, chefate ammutolire anche i professori mede-simi. Oltre che voi stesso avete poco anziconfessato, che non vi è grave il trattarecon chi è affatto ignorante.M. Aggiungete, e che confessa, e conosced'esserlo. Ma quelli, che si vogliono pre-valere della mia professione, con cui iodebbo tutto dì avere trattati, sono per-sone potenti, nobili, o ricche, o collo-cate in ouorevoli dignità, e voi ben sapete,che la potenza, e le sostanze, e le dignitàamplissime, ciascuna da per se genera unnon so che nell'animo, che fa presumeredi saper molte più cose di quelle, che inverita tali persone sappiano; e come avan-zano di gran lunga noi altri Artefici nellasplendidezza de' natali, o nell'altre esterneonorificenze, così credono di sopravan-zarci di gran pezza nella perizia del giu-dicare; la qual perizia alcuni l'hanno ta-lora realmente, e in quel caso per noi, eper le nostre arti è una felicità, ma taloraanche non l'hanno, e questo è il più so-vente, e allora è una morte.B. Veramente ora mi sovviene di Megabi-se, o Alessandro Magno, che egli si fosse,che nella Scuola di Apelle parlando conco-A 4
Einzelbild herunterladen
verfügbare Breiten