ITAca a parte, non altra, che la Crisippea eleggerebbono Fuol-tre modo patiente nella fatica dello scriuere, del correggere, e delcopiare, & per quello, che ne appare da gli antichi settatacinquevolumi suoi andaua per le mani de' dotti, quanti apena vn'huomo di mediocre letteratura potrà leggere in piu anni. Diocle lasciò scritto, che spesso gli soleua affermare vna vecchiarella, laqual habitaua col Filosofo, che non passaua mai giornata, ch'einon scriuesse cinquanta versi. Aristone disse di lui, che non con-uersaua molto, & che ò poco, o mai fu veduto alle piazze; anzich'essendo dimandato del perche; Se io mi rendessi disse, fami-gliare a molti, non mi verrebbe mai fatto direttamente filosofa-re. Egli era di corpicciuolo molto debole, asciutto, e gentilesco,di che ne faceua Ecatone giudicio dalla statua di lui, la qual'eranel Ceramico, che staua quasi nascosa nell ombra d'vn vicinocaualiere. Si congiunſe una volta a filoſofare con Arceſilao, &Lacide, per la cōmodità c'haueuano di trouarsi nell'Academiainsieme. Egli al fine morì a questo modo, che sendosi condottoa sacrificare, & hauendo beuuto del vino del sacrificio, il qualera dolce troppo piu, che alla complessione sua, non comportaua, gli venne tale dolore di corpo, che in cinque dì, dopo cōtinuevertigini, e spessi parosismi nel portò a l'altra vita. Altri la racconAsinescagentilez-tano in quest'altro modo. Vn giorno hauendo veduto vn'asinelza condu lo, che da un ficaretto molto basso, se ne spiccaua da se stesso colce a mor-te il Filo- muſo i fichi; e ſe li mangiaua gentilmente, chiamò la fanteſca, &sofo.le disse; E che indugi tu donna, che non porti da ber'a l'asino, iqual'hagia mangiato de fichi a bastanza? E in questo dire, scorgendo appresso che la fante si faceua anch'essa se marauiglia della discrettion asinesca; si pose a ridder cosi smoderatamente, chene lasciò iui ridendo l'anima. Sono stati di quei scrittori, c'han-no biasimati alcuni libri di Crisippo come sporchi, e disonesti, hauendo finti tra Gioue e Giunone certi ragionamenti, e spiegateliin seicento versi, cose in somma tali, che le men purgate orecchiene sarieno stomacate. Nel terzo della sua Republica comanda-ua, circa le cose della città, e l'ordine de gli huomini cose, che sefossero state vere, erano sole degne, di renderlo esoso a tutta laGrecia non che in Atene. Ma la varieta de gli scrittori, che secondo i vari affetti diuersamente n'hanno scritto, non lascia che un'occhio purgato vi ponga pure mente a quello che costoro hannodi lui, c de' costumi suoi scritto.Il fine del settimo Libro.DEL-
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Delle Vite Deʹ Filosofi Di Diogene Laertio, Libri X. Ripieni DʹIstorie Giovevoli; Soggetti piaceuoli, Essempi morali, & di Sentenze graui ... Con lʹAggiunta dʹvn Compendio delle Vite deʹ piu illustri Oratori, & Poeti, che sieno fioriri per tutto ʹl mondo neʹ secoli adietro. Abbollite purʹhora di figure bellissime di Giosefo Saluiati [i.e. Guiseppe Porta] ...
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