DI ZENONE CIPRIOTTO.39quel punto Crate s'abbattè a passare, glie l'aditò; che fu ocea-sione che di subito lo seguisse. Fu Zenone grande di persona,di color bruno, & haueua il collo al quanto da vna banda piegato; & perche era di natura gentile rispettoso malageuolmente si accomodò alla Cinica impudenza, e sordidezza: pureCrate con vari mezi ve l'indusse. Fece assai tosto molto profitto in filosofia, ancora che trent'anni hauesse, quando allo stu-dio di essa si diede, & scrisse libri in varie discipline. Entrò poscia per le sue belle qualità in tal riputatione appresso gli Atenie-si, che appresso di lui le chiaui della città depositauano; e l'ho-norarono anche di corona d'oro, e di statua di metallo. Il suogesto era seuero, e spesso stringeua le labra, & inarcaua le ciglia. In casa staua anzi poueramente, che non, tutto che mil-le talenti hauesse al suo comando, e pareua, che imitasse il Batbarico viuere; la qualvita faceua sotto pretesto di frugalità. Eramotteggieuole, & alcuna volta troppo mordace. Ad vn gioui-netto linguacciuto disse vna volta; A me par, ò figliuolo, chetu habbi riuoltate le orecchie in lingua. Sendo andato à lui vngiouine Rodiotto lasciuo, ricco, e superbo con animo di farsisuo discepolo, prima che lo riccuesse ella filosofia, il fece sede-re sopra di certe panche sporche, spezzate, accioche si sporcasse la bella veste; poi l'inrrodusse ne'luoghi de gli scolari poueriaccioche si voltasse tra gli stracci loro; per il che tutto fastiditoil Rodiotto gli voltò senz'altro dire le spalle: e diceua Zenonealhora, che nessun vitio disdice più ne gli huomini della super-bia. Interrogato, qual fosse vn buon'amico; rispose io. Batte-ua egli vn seruitore, c'haueua trouato in furto, e perche gli di-ceua il ladroncello, che a lui era fatale il rubbare; Et a me ris-pose il filosofo, è fatale il pistarti le ossa. Hauendo veduto vnode' suoi scolari più palidetto del solito; lo veggio disse chiari segni della tua follia. Richiesto, perch'egli sendo pieno di grauità,nel conuito poi rallegrauasi e staua su le piaceuolezze; Anchei lupini rispose, sono amari, ma se si sparge poi loro dell'acquesopraui si canglano in dolci. Era sofferentissimo d'ogni disa-gio; vsaua solamente cibi crudi, & vna vesticiuola vile, per modo ch'era come in prouerbio, che Zenone, nè da freddo, nè dacaldo, nè da disagio veruno poteua essere domato. Et ancorache alcuno de gli antichi autori lo tassasse come dedito a piaceri della carne, tuttauolta Posidippo affermò costantemente. chegli scorreua per Atene vn prouerbio; Tu sei più continente diZeno.
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Delle Vite Deʹ Filosofi Di Diogene Laertio, Libri X. Ripieni DʹIstorie Giovevoli; Soggetti piaceuoli, Essempi morali, & di Sentenze graui ... Con lʹAggiunta dʹvn Compendio delle Vite deʹ piu illustri Oratori, & Poeti, che sieno fioriri per tutto ʹl mondo neʹ secoli adietro. Abbollite purʹhora di figure bellissime di Giosefo Saluiati [i.e. Guiseppe Porta] ...
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