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Delle Vite Deʹ Filosofi Di Diogene Laertio, Libri X. Ripieni DʹIstorie Giovevoli; Soggetti piaceuoli, Essempi morali, & di Sentenze graui ... Con lʹAggiunta dʹvn Compendio delle Vite deʹ piu illustri Oratori, & Poeti, che sieno fioriri per tutto ʹl mondo neʹ secoli adietro. Abbollite purʹhora di figure bellissime di Giosefo Saluiati [i.e. Guiseppe Porta] ...
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DI MENEDEMO DA LAMPSACO.della cui setta egli fece professione. Ma poco fu questo, chescorrendo anche per la città come vn pazzo daua nome di esseFilosofore vn demonio venuto da l'inferno a spiare gli fatti di questo eimpazziquello buoni ò rei, per rapportarne poscia nouella a Giudici diCocito E da credere che mouesse a riso i grandi, che mettessein paura i piccioli fanciulli, & che facesse impegnare il ceruelloalle donniciuole, e sa ebbe andato dietro in questo strano hu-more se il gouernatore della città non gli hauesse prouisto. Madi questo sia detto a bastanza. Mutando poscia registro andaStudi deua Menedemo co Cinici filosofando, il proprio della cui setta ciniciera spriegiata la Filosofia naturale, attendere alla parte moralesolamente, cosa che la maggior parte de gli scrittori attribuisco-no a Socrate, & Diocle a Diogene ascriue. Ripudiauano an-che i Cinici le discipline liberali, toglieuano la Geometria, &la Musica di mezo a loro come arti inutili. Dilettauansi di po-uero, &: semplice vestito, di grosse & rusticane viuande da mangiare, vna vesticiuola sola gli cuopriua, le herbe de'campi, & l'acqua fredda per lo più vsauano. Riparauansi sotto il primo co-perto, che trouauano, & delle botti più grandi faceuano caseda habitarui, volgendole l'inuerno con la bocca al sole et la stateà l'ombra. Per il vero vsaua Diogene di dire, (& egli fu de fi-filosofi Cinici il capo) ch'era cosa propria de'Dei il non haueredi coſa alcuna biſogno, & de gli huomini più a Dei conformi l hauere bisogno di poco Fin qui s'è detto de Filosofi Cinici; ri-man'il dire alcuna cosa de' costumi loro. Toglieuano ma la fi-losofia naturale, alla morale sola attendendo. Ricusauano lescienze liberali; la Geometria, la Musica, & altre simili. Vi-ueuano communemente di viuande semplici, & vna sol vestesigloriauano dipossedere. Herbe, & acqua fredda erano perlo più il lor pan'e la lor beuanda; il coperto poi della notte,qualunque luogo doue s'abbatteuano, e così il giorno, i porticile loggie, e i luoggi publici erano i lor palagi, e case; e Diogenecome si, per to si di tale impaccio di girar qua, e, prese asuo soggiorno vna botte. Hor che de'Cinicis'e detto a bastan-za, ueniamo a gli Stoici, de quali fu Zenone il capo.DELLE