dente,oder
DI SPEVSIPPO ATENIESE.non trouò nuoui dogmi, ma stette ne vecchi difendendo franca, & dottamente tutte l'opinioni sue. Egli pareua in somma vnnuouo Platone, così nello insegnare, nell'ordine, metodo, & nella soauità, & chiarezza del dire. Questo però si trahe fuori ch'e-gli si lasciò moltò spesso acciecare da l'ira (doue Platone era sofferentissimo) di maniera tale, che vna volta adirato con Catullosuo famigliuolo per certa causa ben leggiera, lo gettò in vn pozzo. Hebbe anche questo contraposto alla continenza di Platone, che lussureggiò co diuerse publiche femine, ne seppe stare netermini del dritto, & dell'honesto. Dionigio (credesi il tirannogli rinfacciò ancora il vitio dell'Auaritia, in vna lettera che gliscrisse di quale il tenore è questo, Non ti arrossisci ò SpeusippoIm puta-del cercare tributi, e pagamenti così grossi da tuoi discepolito d’aua-ritiadi non fare differenza alcuna tra'I pouero e'l ricco nello emungerne il denaio? Vengati a memoria, che Platone non volle giamai pur vn soldo per mercè delsuo insegnare da quelli ch'entrarono nella sua scola, & confonderaiti. Che marauiglia è poi, sefinalmente pe'l troppo comercio di donna in vna graue parali-sia cadesse, per cagion della quale in breue ne rimase dalle forzedel corpo abbandonato? Vedutosi dūque per quella guiſa a certa morte condotto, chiamossi Zenocrate innanzi, & di suo discepolo il fece dopo la sua morte maestro. Vn giorno quando lo inMotto etfelice paralitico era a l'Academia per leggere condotto in vna niño.lettica s'iscontrò in Diogene Cinico, & lo salutò. Mal'huomcanino acerbamente questo saluto gli rese; Non venga già a tenessuna sorte di salute, ch'essendo quello che sei, non ti vergo.gni di viuere; nè è da dubitare, che del vitio d'ell'animo: moltepiu colpeuole, che quello del corpo, fauellasse. Alla fine so-praggiunto da vn graue fastidio, e da gran dolore, rese il corpoalla terra, già fatto vecchio. Plutarco nella vita di Lisandro,vuole ch'ei sia morto di pedocchi: percioche era di corpo malcomplessionato, e quasi sempre era ammalato, come Timoteonelle sue vite afferma. Lasciò dopo di se molti Commentarije piu Dialoghi, intitolati a' piu cari amici, ch'egli hauesse. Scris-se versi innumerabili, dice Laertio, segno, che non si stette della sola filosofia contento. Ad Aristippo scrisse Simonide le sueHistorie, nelle quali haueua spiegati i fatti di Dione, e di Bione.Vuol Fauorino, nel secondo de' suoi Commentarij, che Aristotele comperasse i suoi libri per tre talenti, che sarieno due mila,e piu ducati de nostri: segno che lo Stagirita hebbe in pregio grandissimoD