VITA.huomo honoratissimo, e consigliere di stato, s'apparecchiaronoper far in vn trattato contro Platone. Era vscita fuori nuoua,che Dionigio haueua fatto amazzar Platone, & nondimenoeſſo con ogni humanità attendeua à conſolarlo, conferendoglitutti i suoi segreti, per non parer di cadere in cosa alcuna alla asfetione, che Dione portaua à Platone. In questo mezo insegnandoli Platone, non mancò Dionigio d'imparare filosofiaE finalmente fu creduto, ch'egli si partisse con questa conditio.ne, che finita la guerra, nella qual Dionigio era al hor intrica-to, Platone ritornasse insieme con Dione. La terza gita di Platone in Sicilia fu poi per q̄sta cagione; cioe per pacificare cō Dionigio Dione suo singolar amico, fra i quali gia erano cominciate a nascere grandissime nemistà. Andouui, ma poic'hebbe fati-cato indarno per comporre queſta coſa, ingannato dal ſimulatodesiderio delle buone arti com'haueua indouinato, fermossinondimeno per tentare. In questo mezo assalendo il TirannoPlatone cō molte calunnie, & incolpādolo, ch'egli haueſſe intendimento co'suoi nimici, egli s'accorse al'hora d'esser à gran pericolo. Per saluarsi dunque, tenne ogni mezo per hauer gratia daDionigio di partisi, e se ben con molta difficoltà, l'hebbe pure, ese ne tornò in Atene. Egli vsò ad occasioni di bei, & accortissi-mi detti. Mostraua spesso marauigliarsi, che facendo gli huo-mini sforzo di far le beſtie ſimili à gli huomini, non piu toſto cu-rassero di fate, che, gli huomini non riuscissero situili alle bestie. Dimandaualo Demodetto; che via egli haueua à tenneread ammaeſtrare vn ſuo figliuolino? q̄lla cura diſs'egli, che ſi mette in piātare, e gouernare gli arboſcelli. Dimādādolo alcuni, quali erano le migliori possessioni, che potessero lasciar a figliuoli;quelle rispose che nō temono la gragniuola nè la forza, Biasima-ua il dormir troppo, percioche il sonno è padre di molte dishonestà, & è simile alla morte. Fu tra lui, e Senofonte gran Filosofonon sò che emulatione, ò contrasto di gloria, e di lode. Vogliono ancora, che Aristippo filososo molto illustre, e di natione Cireneo hauesse capital nimicitia con Platone. Nel rimanente è chiaro che Cicerone il primo lume della Romana elo-quenza loda Platone sopra tutti filosofi. Et Sant'Agostino ce-lebra lui, & i suoi seguaci, come che s'auuicinassero alla primaverità piu che gli altri. E benche Aristotele discepolo di Plato-ne, huomo d'eccellente ingegno, & veramente inferior a Platone d'eloquenza, ma facilmente superiore a molti altri, hauessefon-
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Delle Vite Deʹ Filosofi Di Diogene Laertio, Libri X. Ripieni DʹIstorie Giovevoli; Soggetti piaceuoli, Essempi morali, & di Sentenze graui ... Con lʹAggiunta dʹvn Compendio delle Vite deʹ piu illustri Oratori, & Poeti, che sieno fioriri per tutto ʹl mondo neʹ secoli adietro. Abbollite purʹhora di figure bellissime di Giosefo Saluiati [i.e. Guiseppe Porta] ...
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