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ANACARSI SCITA.ANACARSI SCITA.⛪..theStheNACARSI Scita, fu di Re figliuolo, di madre peròGreca. Egli non trouandosi atto ad armeggiare, mad'ingegno suelto, se n'andò in Atene, doue vdi Solo-①ne, & diuenne buon Filofofo. Soleua dire, che le gra-nella dell'vua son tre, l'uno di giocondità, l'altro d'ybbriacchez-Nauigarza, e'lterzo di tristezza, & ansietà. Dimandato quanto fosseroti postilontani dalla morte i nauiganti, egli interrogò quello stesso, tra mor-quanto poteua eſſer groſla vna naue; & ſendogli riſpoſto quattro dita; & quattro dita replicò il Filososo, sono dalla morte lon-tani. Sendogli chiesto, qual naui son più sicure, rispose, quelle chesono in porto. Dimandato da'medesimi nauiganti, quali sianopiù, i morti ò i viui, fece loro in risposta questa interrogatione,se i nauiganti si deuon fra i morti, ò fra i viui annouerare, & dicendo essi fra i viui; nò rispose, perche mentre che nauigano, fono al conto de' morti, & fornita la nauigatione, son morti risusci-tati alla vita; nè fece loro altra risposta. Sendogli in Atene rinfacciato da vn certo sauioletto, che fosse Barbaro, & Scita, ei ri-spose; la mia patria fà vergogna a me, e tu fai vergogna alla tua.D ceua esser meglio vn amico leale, che cento communi. Di-mandato qual cosa è insieme buona, & cattiua fra gli huomi Patria nōvergo-ni, rispose, la lingua. Che cosa è la corte; rispose, luogo determignal'hucnato ad ingannare il compagno. Diceua marauigliarsi molto, mo.che