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Cento favole morali de i più illustri antichi, & moderni autori greci, & latini ...
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126Possente di seguir si lieue corso:Però miſtier facea, ch'egli in ſul dorſo nel portasse, ove trouando il Ceruo,Non li giouasse la ueloce fuga:Et ch'à bisogno tal egli deueaLasciarsi por da lui la sella, e'l freno,D'accomodarsi seco, e dargli il modoD'intender la sua uoglia, oue il bisognoCercasse, ch'ei per lui uolgeße il piede.Il Cauallo ciò inteso, e dal desioDi uincer l'inimico in ogni modoGià cieco fatto à scorger più lontanoDi queste conditioni il dubbio fine, ciò, che uolse l'uom: lasciossi porreE sella e briglia; e nel condusse in parte,Que fra poco spatio il Ceruo altieroDa le fort'armi, e da l'ingegno humanoAlfin restò miseramente ucciso.Onde il Cauallo alfin de le sue uoglieVenuto homai, debite gratie reſeDi tal fauor a l'uomo: e poi li chieseLicenza per andarſi à goder ſoloQuel prato ameno, il resto di sua uitaIn dolce libertà passando lieto.Ma l'uom, che già l'hauea nelle sue mani,E poteua domar à modo suoDe le forze di lui l'alto ualore,Disse: Che, s egli in suo seruitio haueaTanto