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2 (1760) (1760)
Entstehung
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336
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DELL'ENEIDE336Ferita immedicabile portasse.Giunta ve' di Turno, e de' trojaniVide le schiere, in forma si ristrinseSubitamente di minore augello,Ed in quel si cangiò, che da' sepolcri,E da gli antichi, e solitarj alberghiFunesto canta, e sol di notte vola.Tal divenuta, a Turno s'appresenta.Gli ulula, gli svolazza, gli s'aggiraMolte volte d'intorno; e fin con l'aliLo scudo gli percuote, e gli fa vento.Stupì, si raggricciò, muto divenneTurno per la paura; e la sorella,Tosto che lo stridor sentinne, e l'ali,Le chiome si stracciò, graffiossi il volto,E con le pugna il petto si percosse.Or che (dicendo) omai Turno piu puotePer te la tua germana? E che piu restaA far per lo tuo scampo, o per l'indugioDe la tua morte? E come a cotal mostraOppor mi posso io piu? Gia gia mi tolgoDi qui lontana. A che piu spaventarmi?Assai di tema sventurato augelloNel tuo venir mi desti. E ben conosco

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