334 DELL'ENEIDEL'abito, e la favella non si mute,Ne mai teucri si chiamino, o trojani.Sempre Lazio sia Lazio, e sempre albaniSian d'Alba 1 Regi, e la romana stirpeD'italica virtù possente, e chiara.Poiche Troja perì, lascia che peraAnco il suo nome. A ciò Giove sorrise:E così le rispose: ah sei pur nataAncor tu di Saturno, e mia sorella;E consenti che l'ira, e l'acerbezzaCosì ti vinca. Or come follementeLe concepeste, il cor te ne disgombraOrmai del tutto. E tutto io ti concedoChe tu domandi, e vinto mi ti rendo.La favella, il costume, e'l nome loroRitengansi gli ausonj: e solo 1 corpiAbbian con essi i teucri uniti, e mistiD'ambedue questi popoli i costumi,I riti, i sagrifizj in uno accoltiUna gente farò, ch'ad una voceLatini si diranno. E quei che d'ambiNasceran poi sovr'a l'umana genteSi vedrà di possanza, e di pietadeGirne a' celesti uguali. E non mai tanto
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