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2 (1760) (1760)
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LIBRO DUODECIMO.Com'or mi vedi in queste nubi ascosa,E disposta a soffrir tutto ch'io soffroDegno, e non degno, ma di fiamme cintaMi rimescolerei per la battagliaA danno de trojani. Io solo in questo(Te'l confesso) a Giuturna ho persuasoCh'al suo misero frate in sì grand'uopoNon manchi di soccorso, e ch'ogni cosaTenti per la salute, e per lo scampoDe la sua vita. E non però le dissiGiammai, che l'arco, e le saette oprasseIncontr' Enea, te'l giuro per la fonteDi Stige, quel ch'a noi celesti numiSolo è nume implacabile, e tremendo.Ora per obbedirti, e perche stancaDi questa guerra, e fastidita 10 sono,Cedo, e piu non contendo. E sol di questoDesio, che mi compiaccia, e questo al fatoNon è soggetto, che per mio contento,Per onor de' latini, per grandezza,E maestà de' tuoi; quando la pace,L'accordo, e'l maritaggio fia conchiuso(Che sia felicemente) il nome anticoDi Lazio, e delle sue native genti,

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