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2 (1760) (1760)
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308
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DELL'ENEIDE308Ristrinse i suoi. Memmo, ed Anteo con esso,E quanti altri del vallo erano in primaLasciati a guardia; il vallo abbandonando,Dietro gli s'inviaro. Allor di polveLevossi un nembo, e d'ognintorno scossaAl calpitar de' piè tremò la terra.Turno di sopra un'argine mirando,Queſta gente venir ſi vide incontro.Viderla, e ne temero, e ne tremaroGli auſonj tutti. Udinne il ſuon da lungeJuturna in prima, e per timore indietroSe ne ritrasse. Enea volando, al campoSpinse lo stuol, che polveroso, e scuroTal se n'andò qual d'alto mare a terraSquarciato nembo, quando (oimè) che segnoE che spavento, e che ruina apportaA 1 miseri coloni: e quanta strageA gli alberi, a le biade, a la vendemiaSe ne prepara; e qual se n'ode intantoSonar procella, e venir vento a riva.Cotal contra a' nemici 'l teucro duceCo' suoi, come in un gruppo insieme unitiEntrò ne la battaglia. Al primo incontroOsiri, Archetio, Ufente, ed Epulone

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