LIBRO DUODECIMO.Mostrarsi in pria, che non ritorre a morteChi gli diè vita. A la ſua lancia EneaStava appoggiato, e fieramente accesoFremendo, avea di giovini un gran cerchioCol figlio intorno, al cui tenero piantoPunto non si movea. Sbracciato intantoE con la veste a la cintura avvolta,Qual de' medici è l'uso il vecchio JapiGli era d'intorno: e con diverse pruoveDi man, di ferri, di liquori, e d'erbeIn van s'affaticava: invano ogn'opra,Ogn'arte, ogni rimedio, e i prieghi, e i votiAl suo maestro Apollo eran tentati.De la battaglia rinforzava intantoLo scompiglio, e l'orrore: e gia'l periglioS'avvicinava, gia di polve il cielo,Di cavalieri 'l campo era coverto.Che fin dentro a' ripari, e fra le tendeNe cadevano i dardi, e gia da pressoS'udian de' combattenti, e de' cadutiI lamenti, e le grida. Il caso indegnoD'Enea suo figlio, e'l suo stesso doloreIn se Ciprigna, e nel suo cor sentendo;Ratto v'accorse, e fin di Creta addusseTomo Secondo.
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