LIBRO DUODECIMO. 301Del bellicoso Iddio seguaci eterni.In così fiera, e spaventosa vistaSe ne gia Turno la campagna aprendo,Occidendo, insultando, e di nemiciMiserabil ruina, e strage, e strazioOr con l'armi facendo, or co'destrieri,Che sudanti, fumanti, e polverosi,Spargean di sangue, e di sanguigna arenaCon le zampe, e con l'ugne un nembo intorno.Stenelo ne l'entrar, Tamiro, e FoloCondusse a morte: i due primi da presso;L'ultimo da lontano. E da lunge ancoGlauco percosse, e Lado; i due famosiFiglj d'Imbraso, ne la Licia natiDa lui stesso nutriti, e parimenteA cavalcare, e guerreggiare instrutti.Da l'altra parte Eumede, il chiaro germeDe l'antico Dolone. Il nome aveaCostui de l'avo, e l'ardimento, e i fattiSeguìa del padre: che de' greci 'l campoSpiare osando; osò d'Achille ancoraIn premio de l'ardir chiedere il carro.Ma d'altro, che di carro premiolloIl figlio di Video: ne però degno
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