Druckschrift 
2 (1760) (1760)
Entstehung
Seite
295
Einzelbild herunterladen
 

LIBRO DUODECIMO. 295Un cigno ne ghermì, ch'era di tuttiIl maggiore, e'l più bello. A cotal vistaGli occhj, e gli animi alzar l'itale squadre.E gli augei, che pur dianzi erano in fuga(Mirabile a vedere!) in un momentoStridendo si rivolsero, e ristrettiIn densa nube, ond'era il ciel velato,La nemica assaliro: e sì d'intornoLa cinser, l'aggirar, l'attraversaro;Ch'a cielo aperto, u'dianzi erano in fuga,Le fer gabbia, ritegno, e forza al fine.Che gravata dal peso, e stretta, e vintaDe la lena mancasse, e de la preda.Il cigno dibattendosi, da l'ugneSovra l'onde gli cadde; ed ella scarca,Da la turba fuggendo, al cielo alzossi.I rutoli a tal vista con le gridaSalutar pria l'augurio; indi a la pugnaSi prepararo. E fu Tolunnio il primo,Ch'augure incontro al patto, anzi a le schiereSi spinse armato, e disse; or questo è, questoCh'io desiava: e questo è quel ch'io cercoHo ne miei voti. Accetto, e riconoscoIl favor de gli Dei. Me, me seguiteT mj