274 DELL'ENEIDEAnzi a furia, a ruina incontro a loroS'avventavan ne l'armi; orrenda strageSi fece, e miseranda. E de gli esclusiAltri in cospetto de gli stessi padri,E de le madri, che dogliose gridaNe facean da le torri, e da le mura,Da l'impeto cacciati, o da la calcaPrecipitar ne' fossi, e giu da'pontiCadder sospinti; ed altri ne la fugaDa sfrenati cavalli, e da la ciecaLor furia trasportati, a dar di cozzoGir ne le chiuse porte. In su ripariAncor le donne (chè le donne ancoraIl vero de la patria amore infiamma)Come giunte a l'estremo, allor che mortaVidder Camilla, il feminil timoreVolgono in sicurezza, e sassi, e dardiLanciando, e con aguzzi inarsicciatiPali, il ferro imitando; osano anch'ellePer la difesa de le patrie muraGir le prime a morir morte onorata.A Turno intanto ne le selve arrivaAcca, la gia spedita messaggieraCon l'amara novella; un gran tumulto
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