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2 (1760) (1760)
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LIBRO UNDECIMO.Stava mirando intrepida, e secura.E visto di lontan tra molte gentiNascer nuovo tumulto, e nuove grida:Poscia in mezzo di lor caduta, e mortaLa vergine Camilla. Ah (sospirandoDisse) virgo infelice, troppo, troppoCrudel ſupplizio ai de l'ardir ſoffertoSe d'irritar l'armi trojane osasti.E di che prò t'è stato a viver noscoSolinga vita, armar de l'armi nostre,Gradire i boschi, e venerar Diana?Ma te non lascierà la tua ReginaGiacer diſonorata in queſto fineDe la tua vita. E la tua morte oscuraNon sarà tra le genti, e non dirassi,Che non è chi di te vendetta faccia.Chè chiunque di ferro avrà feritoIl corpo tuo, sarà meritamenteDi ferro anciso. Era a Dercenno anticoRe de'laurenti un gran ſepolcro erettoCui sopra era di terra un monte imposto,E d'elci annosi, e folti un bosco opaco:Qui la veloce Dea dal ciel calossi

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