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2 (1760) (1760)
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270
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270 DELL'ENEIDEAcca a ſe chiama, una tra l'altre ſueLa piu fida di tutte, e la piu cara.E dice: Acca sorella, i giorni mieiSon qui finiti: questa acerba piagaM'adduce a morte, e gia nero mi sembraTutto che veggio. Or vola, e da mia parte per ultimo a Turno, che succedaA questa pugna, e la città soccorra.E tu rimanti in pace. A pena dettoEbbe così, che abbandonando il frenoE l'arme, e se medesma, a capo chinoTraboccò da cavallo. Allora il freddoL'occupò de la morte a poco, a pocoLe membra tutte; e dechinato il colloSopra un verde cespuglio; alfin di vita,Sdegnosamente sospirando, uscìo.Camilla eſtinta; per lo campo un gridoLevossi, che n'andò sino a le stelle.E surse al cader suo zuffa maggiore;Chè i teucri, e i toschi, e gli arcadi in un tempoPinſero avanti. Opi miniſtra intantoDi Trivia, che nel monte era discesaVicino a la battaglia, indi'l conflitto