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2 (1760) (1760)
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LIBRO UNDECIMO.A la cretesa. In testa, in gambe, in dossoD'armi, e d'arnesi in barbara sembianza,Di peregrina purpura, e di seta,Di bisso, di teletta, e d'ostro, e d'oroTutto coverto, tutto ricamato,Tutto trinciato. E ſaettando andava.Costui veduto; ogn'altra impresa indietroLasciando: a lui si volse; o per vaghezzaDi conſecrar le ſue bell'armi al tempio;O pur che di vago ostìle arneseDi gir pompoſa cacciatrice amaſſe:Basta che per le schiere incauta ardente,E come donna vogliolosa, e folleDe l'amor, de la preda, e de le spoglieContra a lui se ne giva, allor ch'ArunteDopo molto appostarla, al fin le trasseIn tal guisa pregando. O di SoratteSommo custode Apollo, a cui devotiNoi fummo in prima: a cui di sacri piniNutrimo il foco, e per cui, nudi, e scalziTra le fiamme saltando, e per le bragieSecuramente, e senza offesa andiamo.Dammi (chè tutto puoi) padre benigno,

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