266 DELL'ENEIDETutta contra i latini impeto fece.Tra queſti Arunte, un che di gia dovutoEra al suo fato, con un dardo in mano,Camilla astutamente insidiando,Si diede a seguitarla, a circuirla,A cercar destra, e commoda fortunaDi darle morte. Ovunque ella, o per mezzoFendea le ſchiere, o vincitrice in dietroSi ritraea, l'era vicino Arunte;E tutti i moti suoi, tutte le vieOsservando, attendea che netto il colpoGli riuſciſſe: e da fellone intantoAvea l'asta a ferir librata, e pronta.Giva per avventura a lei davantiCloro, un giovine idèo, che ſacerdoteEra gia di Cibelle. I frigj tuttiNon avean chi di lui fosse ne l'armiPiu riccamente adorno. Un suo corsieroPer lo campo spingea di spuma asperso,Cinto di barde, e d'acciarine lameCome di scaglie, e di leggiadre piumeLeggiadramente inteste. Un'arco d'oroGli pendea da le ſpalle, una faretra
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