LIBRO UNDECIMO.Per la campagna con la preda in gremboDel nemico, e de l'armi. E'n mezzo il corsoSvelge da l'asta sua medesma il ferro:E cerca ove è di piastra il corpo ignudoPer darli morte. E mentre ne la golaTenta ferirlo; ei con le braccia in altoSi scherma, regge il colpo, e da la forzaQuanto può con la forza si districa.Come ne l'aria insieme avviticchiatiSi son viſti talor l'aquila, e'l ſerpePugnar volando: e l'una aver con l'ugne,E col becco ghermito, e morſo l'altro;E l'altro co' suoi giri, e co' suoi nodiFarle vincigli a' piè, volumi a l'ali:E questo con la testa alto fischiando;E quella schiamazzando, e dibattendo;Ambedue voltolarſi, ambedue ſtrettiFar di squame, e di piume un sol viluppo.Così Tarconte per lo campo a voloVincitor de le ſchiere di TiburteVenolo se'n portava. E questo esempioDel suo duce seguendo; e del successoAssecurata la meonia torma
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