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2 (1760) (1760)
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LIBRO UNDECIMO.In qualche selva, e seguir damme imbelli?Venuto sei, là ve una dama armataCol ferro amaramente ti rintuzzaLa superbia, e la lingua. O pur non pocoTi fia di vanto, referendo a l'ombreDe' tuoi; per man fui di Camilla occiso.Indi Orsiloco assalse, e Bute appresso,Due corpi de' maggiori, e de' piu fortiDel trojan'oste. A Bute un colpo trasse,Che'l giunse, ove tra l'elmo, e la corazzaSi scopre il collo, onde lo scudo appesoSta da sinistra. Orsiloco fuggendo,E girando, gabbò: ch'al giro intornoS'attenne, e strinse; e là ve' era seguita,Seguitò lui; gli fu sopra in un tempoA colpi di secure: e l'armi, e l'ossaGli peſtò sì, che per ſuo ſcampo a' prieghiSi volse. Al fine un tal sopra a la testaNe gli piantò, che le cervella infranteGli schizzar da la fronte, e da le tempie.D'Auno montanar de l'AppenninoIl bellicoso figlio, a l'improvisoFu da lei colto: un ligure scaltrito,Che per ordire inganni (infinchè'l fatoR iij

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