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2 (1760) (1760)
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LIBRO UNDECIMO.Gli omeri onusta, ancor che si ritragga;Saettando, ferite, e morti avventa.D'intorno ha per compagne, e per guerriereD'archi, di mazze, e di bipenni armateTulla, Tarpea, Larina, ed altre illustriItaliche donzelle, a suo decoroScelte da lei per sue degne ministreNe la pace, e ne l'armi. In tal sembianzaTermodoonte il bellicoso stuoloDe l'amazoni sue vide in battagliaAttorneggiare Ippolita: o col carroGir di Pentesilea le schiere aprendoCon feminei ululati. Or chi fu prima,Chi poi, cruda virago, e quali, e quantiQuei ch'abbattesti: e che di vita spentiMandasti a l'Orco. Eumenio primamenteDi Clizio il figlio, da costei trafittoFu d'un colpo di lancia in mezzo al petto.Cadde il meschino, e fe' di sangue un rivo,Sopra cui voltolandosi, e mordendoIl sanguigno terren, di vita uscìo.Indi va sopra a Liri, e sopra a PegasoQua$i in un tempo, a l'un mentre inciampandoIl suo destriero, il fren raccoglie; a l'altroRij

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