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2 (1760) (1760)
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LIBRO UNDECIMO.Non ti torrà la mia destra giammai.Stiesi pur teco, e nel tuo petto alloggDi lei ben degno albergo. Or a te vegnoGran padre; e'l tuo parer discorro, e dico:Se tu piu non t'affidi, e piu non crediNe l'armi tue: s'abbandonati a fattoSiam d'ogni parte: s'una volta rotti,Siam per sempre perduti; e se fortunaVariando le veci, unqua non cangia:Signor pace imploriamo; e l'armi in terraGittando; a giunte mani accordo, e veniaImpetriam da' nemici. Ancor che quandoO del nostro valor punto in noi fosse:Sopra tutti felice, ripoſato,E glorioso spirito sarebbeChi per ciò non veder morto si fosse.Ma ſe le noſtre forze ancor ſon verdi;La nostra gioventù florida, intatta,Disposta, e pronta a l'armi; e per sossidioI popoli d'Italia, e le cittadiSon nosco tutte: e s'a' nemici ancoraSanguinosa, dannosa, e poco lietaE questa gloria: ed an de' morti anch'essiLa parte loro; e la tempesta è pariQ

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