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2 (1760) (1760)
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LIBRO UNDECIMO.Io vi consiglio, che comunque sia,Lega seco, amicizia, e pace aggiate,E l'incontro fuggiate, e l'armi sue.Queſta è la ſua riſpoſta: e quinci aveteOttimo Re qual sia di questa guerraIl suo parere, e'l nostro. A pena uditiFuro i legati; che bisbiglio, e fremitoInfra i turbati ausonj udissi, in guisaChe di rapido fiume un chiuso gorgoMormora allor, che fra gli opposti sassiS'apre la strada, e gorgogliando cade,E frange, e ruggia: e le vicine ripeNe risonan d'intorno. Or poiche un pocoRestò'l tumulto, e gli animi acquetarsi;Gli Dei prima invocando, un'altra voltaIl Re da l'alto seggio a dir riprese:Latini miei, lo mio parere, e'l meglioSarebbe stato, che d'un tanto affareSi fosse prima consultato, e fermoIl nostro avviso; e non chiamar consiglioQuando il nemico in su le porte avemo.Una importuna, e periglioſa guerraS'è cittadini impresa: e per nemicaTolta una gente, che dal ciel discesa

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