DELL'ENEIDE234Questi sono i profitti, e le speranze,Ch'io fin qui ne ritraggo, da che (folle)Springer contra a' celesti il ferro osai,E che di Citerea la destra offesi.Or ch'io di nuovo una tal pugna imprendaTestè con voi; no; no; ch'io co'trojani,Dopo Troja espugnata, altra cagioneNon ho di guerra. E de' passati maliVolentier mi dimentico, e doloreAncor ne sento. E quanto a' doni; andateRiportateli vosco, e'l magno EneaNe presentate. E solo a me credeteDel valor suo; che fui con esso a fronteCon l'armi in mano. E so di scudo, e d'astaQual mi reſe buon conto, e quanto vaglia.Se due tali altri avea la terra idèa,D'Ida fora piu tosto ita la genteA i danni de la Grecia; e 'l trojan fatoPiangerebb' ella. Enea sol con EttorreFu la cagion, che tanto s'indugiasseLa ruina di Troja. E che dieci anniDurammo a conquistarla. Ambedue questiEran di cor, di forze, e d'arme eguali,Ma ben fu di pietate Enea maggiore.
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