224 DELL'ENEIDEGioverà di trovarne a fondar voscoQuesta vostra fatal novella Troja.Poiche Drance ebbe detto; a 1 detti suoiTutti gli altri fremendo acconsentiro.E per dodici dì commercio, e paceFu tra l'un'oste, e l'altro. E senza offesaEntrambi si mischiaro, e per gli monti,E per le selve a lor diletto andaro.Allor sonare accette, e strider carriPer tutto udissi. In ogni parte a terraNe giro i cerri, e gli orni. E gli alti piniE gli odorati cedri al funebre usoSvelti, squarciati, e tronchi. E gia la famaChe di Pallante a Palanteo volataDicea pria le ſue pruove, e vincitoreL'avea gridato: or d'ogni parte gridaChe morto si riporta. In ciò commossaLa città tutta in vedovile aspettoDi funeste facelle, ed atri panniSi vide piena. E ver le porte ognunoGli uſciro incontro. Si vedea di lumiE di genti una fila, che le strade,E i campi in lunga pompa attraversava.I frigj, e gli altri col suo corpo intanto
Piangendo