Druckschrift 
2 (1760) (1760)
Entstehung
Seite
222
Einzelbild herunterladen
 

222 DELL'ENEIDEDe la città latina a lui venuti,Che tregua a' vivi, e sepoltura a' mortiPregando, gli mostrar, che piu co vintiNe co'morti è contrasto; e che LatinoGli era d'oſpizio amico, e che chiamatoL'avea genero in prima. Il buon trojanoA le giuste preghiere, a i lor quesitiChe di grazia eran degni, incontinenteGrazioso mostrossi; e da vantaggioCosì lor disse: e qual indegna sorteContra me miei latini in tanta guerraCosì v'intrica? Che pur vostro amicoSon qui venuto; ne venuto ancoraVi sarei, sc da' fati, e da gli DeiMandato io non vi fossi. E non pur paceSiccome voi chiedete io vi concedoPer color che son morti; ma co'viviVe l'offro, e la vi chieggo. E la mia guerraNon è con voi. Ma'l vostro Re s'è toltoDa l'amicizia mia, s'è confidatoPiu ne l'armi di Turno. E Turno ancoraMeglio, e piu giustamente in ciò farebbeS'a questa guerra sol con suo periglioPonesse fine. E poiche si dispose