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2 (1760) (1760)
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LIBRO UNDECIMO.Piu tenuto a' celesti. Ahi sconsolatoPadre, vedrai tu dunque una crudaMorte del figlio tuo? Questo ritornoQueſto trionfo (oimè) d'ambi aſpettavi?E da me questa fede? O pur EvandroNo'l vedrai gia di vergognose piagheFerito il tergo. E non gli arai tu stesso(Se con infamia a te vivo tornasse)A desiar la morte. Ahi quanto mancaAl sossidio d'Italia. E quanto perdiMio figlio Julo. E posto al pianto fine,Ordine diè, che'l miserabil corpoVia ſi toglieſse. E del ſuo campo tuttoScelse di mille una pregiata schiera,Che scorta gli facesse, e pompa intorno;E d'Evandro a le lagrime assistesse;E le sue gli mostrasse. A tanto luttoAssai debil conforto, e pur dovutoAl suo misero padre. Altri al suo corpo,Altri a la bara intenti, avean di quercia,D'arbuto, e di tali altri agresti ramiFatto un feretro di virgulti intesto,E di frondi coperto, ove altamenteDel giovinetto il delicato busto

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