Druckschrift 
2 (1760) (1760)
Entstehung
Seite
199
Einzelbild herunterladen
 

LIBRO DECIMO.Di molo in guisa. Ed un navile a cantoGli era legato, che la ſcala, e'l ponteAvea su'l lito. Onde ne fu pur dianziOsinio il Re di Chiusi in terra esposto;In questo legno, di fuggir mostrandoRicovrossi d'Enea la finta imago,E vi s'ascose. A cui dietro correndoTurno ſenza dimora infuriatoIl ponte aſceſe. Era a la prora a penaChe Giunon ruppe il fune, e diede al legnoPer lo travolto mare impeto, e fuga.Intanto Enea, di Turno ricercando,A battaglia il chiamava. Ed or di questo,Ed or di quello, e di molti anco insiemeFacca strage, e scompiglio: e la sua larva,Poiche di piu celarsi uopo non ebbe,Fuor de la nave uscendo, alto lovossi,E con l'atra sua nube unissi, e sparve.Turno così schernito, e gia nel mezzoDel mar sospinto, indietro rimirandoCome del fatto ignaro, e del suo scampoSconoscente, e superbo: al ciel gridandoAlzò le palme, e disse: ah dunque io sonoD'un tanto ſcorno onnipotente padreN iiij

19