196 DELL'ENEIDESorella, e sposa, ecco testè si vedeCom' ha la tua credenza, e'l tuo pensieroVerace incontro, e come CitercaSostenta i teucri suoi. Vedi com'essiNon son ne valorosi, ne guerrieri,E i cor non hanno a i lor periglj eguali.A cui Giunon tutta rimessa. Ah (disse)Caro consorte, a che mi strazi, e pugniQuando è pur troppo il mio dolor pungente,E pur troppo tem io, le tue puntureMa ſe qual'era, e qual' eſſer dovrebbeFosse or teco il poter de l'amor mio;Teco che tanto puoi; da te negatoNon mi fora, signor, ch'oggi il mio TurnoFosse da la battaglia, e da la mortePer me sottratto, e conservato al vecchioDauno ſuo padre. Or pera, e col ſuo ſangueChe pur è pio, la cupidigia eſtinguaDe' ſuoi nemici. E pur anch'egli è natoDal nostro sangue: e pur Pilunno è quartoPadre di lui: da lui pur largamenteGli altar molte fiate, e i tempj tuoiSon de' suoi molti doni ornati, e carchi.Cui del ciel brevemente il gran motore
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