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2 (1760) (1760)
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192
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192 DELL'ENEIDEInfuriava. Ad Ansure avventossi;E'l manco braccio con la spada in terraGittogli, e de lo scudo il cerchio intero.Gran cose avea costui cianciate in prima,E concepute. E d'adempirle ancoraS' era promesso: avea forse anco in cieloRiposti i suoi pensieri, e s'auguravaLunga vita, e felice. E pur qui cadde.Poscia Tarquito ardente, e d'armi cintoFulgenti, e ricche incontro gli si fece.Era costui di Fauno montanaro,E de la ninfa Driope creatoGiovine fiero. Enea parossi avantiA la sua furia, e pinse l'asta in guisa,Che lo scudo impedigli, e la corazza.Allora indarno il misero a pregarloSi diede: e mentre a dir molto s'affannaPer lo suo scampo; ei con un colpo a terraGittogli il capo. E travolgendo il troncoTiepido ancor sopra gli stette, e disse:Qui con la tua bravura te ne staiTremendo, e formidabile guerriero.Ne di terra tua madre ti ricuopra:Ne di tomba t'onori. A i lupi, a i corvi

Ti