LIBRO DECIMO.In così grave, e grande affar, che monta?Rispose Enea: le tue conserve d'oro,E d'argento conserva a' figlj tuoi.Questi mercati ha Turno primamenteTolti fra noi poi ch'ha Pallante occiso.Ed al mio padre, ed al mio figlio in gradoFia la tua morte. Ciò dicendo a l'elmoLe man gli stese. E poiche gli ebbe il colloChinato al colpo; infino a l'else il ferroNe la gola gl'immerse. Indi non lungeEmonide incontrando, un sacerdoteDi Febo, e di Diana, il fronte adornoDi sacra benda, e tutto rilucenteDi vesti, e d'armi; adosso gli si scaglia,Fugge Emonide, e cade: Enea gli è sopra,Lo sacrifica a l'ombra, e d'ombra il cuopre.Poscia de l'armi, che'l meschino a pompaPortò piu ch'a difesa, il buon SerestoLo spoglia, e per trofeo l'appende in campoA te gran Marte. Ecco di nuovo intantoCecolo di Vulcan l'ardente figlio,E'l Marso Ombron ne la battaglia entrando,E rimettendo le lor genti insiemeSpringonsi avanti. Enea da l'altra parte
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