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2 (1760) (1760)
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185
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LIBRO DECIMO.La morte sua: così il suo padre stessoV' interveniſſe, e ſpettator ne foſſe.Detto ch'egli ebbe, incontinente i suoi,Siccome impoſto avea, del campo uſciro.Pallante, visti i rutoli ritrarsi,E lui sentendo, che con tanto orgoglioLor comandava, poſcia che'l conobbeLo ſquadrò tutto: e stupido fermossiA veder sì gran corpo. Indi feroceGli occhj intorno girando, a i detti ſuoiCosì rispose: oggi o d'opìme spoglie,O di morte onorata il pregio acquisto.E'l padre mio (tal'è d'animo invittoIncontr'ogni fortuna, o buona, o rea,Che sia la mia) ne porrà'l core in pace.Via chè d'altro è mestier, che di minaccie.E ciò detto si mosse. E fiero in mezzoPresentossi del campo. Un giel per l'ossaE per le vene a gli arcadi ne corse.E Turno da la biga con un ſaltoLanciossi a terra, ch'assalirlo a' piediPrese consiglio. E qual fiero leone,Che veduto nel pian da lunge un toroCon le corna a battaglia esercitarſi;

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