184 DELL'ENEIDEE de' toschi, e di voi trojani intattiAncor da' greci. E qui d'ambe le partiTutt: con tutti ad affrontar ſi vanno.Pari le forze, e pari i capitaniSon d'ambi i lati: e quinci, e quindi ardentiSi riſtringono in guiſa, che gli eſtremiFanno ancor calca, e'mpedimento a' primi.Da questa parte sta Pallante; e LausoDa quella, i ſuoi ciaſcuno inanimando,Springendo, e combattendo. E l'un diversoNon è molto da l'altro ne d'etate,Ne di bellezza: e parimente il fatoA ciascuno ha di lor tolto il ritornoNe la ſua patria. E non però tra loroS'affrontar mai, che'l regnator celesteRiserbava la morte d'ambedueA nemici maggiori. In questo mezzoLa ninfa, che di Turno era sorella,Il suo frate avvertisce, che soccorsoProcuri a Lauſo: Ond'ei toſto col carroLe schiere attraversando, a' suoi compagniGiunto che fu; via (diſſe) or non è tempo,Che voi piu combattiate. Io ſol ne vadoContra Pallante: a me solo è dovuta
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