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2 (1760) (1760)
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182
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182 DELL'ENEIDEMezzo tra vivo, e morto, e calcitrandoDe'rutoli battè l'amica terra.Come il pastor ne' dolci estivi giorniA lo spirar de' venti il foco accendeIn qualche ſelva, che diverſamenteLo sparge in prima: e con diversi incendjSubito di Volcan ne va la ſchieraCiò ch'è di mezzo divorando in guisa,Ch'un ſol diventa; ed ei ſtaſſi in diſparteDel fatto altero, e di veder giojosoLa vincitrice fiamma, e l'arso bosco:Così'l valor de gli arcadi riſtrettoPer soccorrer Pallante insieme unissi.Ma'l bellicoso Alcso incontro a loroSi ristrinse ancor ei con l'armi suc.E Ladone, e Demodoco, e FeretoOccise in prima. Indi a Strimonio un colpoTrasse di spada, che la destra manoMentre con un pugnal gli era a la golaGli reciſe di netto. E sì d'un ſaſſoFerì Toante in volto, che gl'infranseIl teſchio tutto, e ne ſchizzar col ſangueL'ossa, e'l cervello. Era d'Aleso il padreMago, e'ndovino, e del suo figlio il fato