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2 (1760) (1760)
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179
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LIBRO DECIMO.Gli arcadi cavalieri a piè ſmontaro.E ne' pedestri assalti ancor non usi,Da' latini incalzati avean le tergaGia volte a Lazio: quando (quel che s'usaIn sì duri partiti (a lor rivoltoPallante, or con preghiere, or con rampogne,Ah compagni, ah fratelli iva gridando,Dove fuggite? Per onor di voi,Per la memoria di tant'altri vostri.Egregj fatti, per l'egregia fama,Per le vittorie del gran duce Evandro,E per la speme, che di me concettaA la paterna lode emula avete;Non ponete ne' piè voſtra fidanza.Col ferro aprir la ſtrada ne convienePer mezzo di color, che là vedete,Che piu foltì n'incalzano, e piu feri.Per là comanda l'alta patria nostraChe voi meco n andiate. E di lor nulloE che sia Dio, son'uomini ancor essiCome siam noi. E noi com'essi avemoIl cor, le mani, e l'armi. E dove, doveVi salverete? Non vedete il mare,Che v'è d'avanti? E che la terra mancaM ij

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