DELL'ENEIDE178E per bocca gittò di ſangue un fiume.Cacciossi avanti, e tre di Tracia appressoDe la gente di Borea, e tre de' figljD'Idante, alunni d'Ismara, e di TrojaIn variate guise a terra stese.Venne a rincontro Aleso, e de gli aurunciUn'ordinanza. Di Nettuno il figlioMesapo i suoi cavalli avanti spinse,Ed or questi sforzandosi, ed or quelliDi cacciare i nemici; in ſu l'entrataSi combattea d'Italia. E quai tra loroS azzuffano a le volte avversi, e pariDi contesa, e di forza in aria ī venti,Che ne lor, ne le nugole, ne'l mareCeder ſi vede, e lungamente incertaSì la mischia travaglia, ch'ogni cosaD'ogni parte tumultua, e contrasta:Tale appunto de'rutoli, e de' teucriEra la pugna, e sì fiera, e sì stretta,Che giunte si vedean l'armi con l'armi,E le man con le mani, e i piè co'i piedi.D'altra parte ove rapido, e torrenteAvea il fiume travolti arbori, e sassiDa loco malagevole impediti
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