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2 (1760) (1760)
Entstehung
Seite
175
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LIBRO DECIMO.De l'armi, e gli armamenti infranti, e sparsiDel rotto legno, e'l flutto, che redivaLe tennero impedite, e risospinte.Turno le ſchiere ſue rapidamenteAl mar condusse, e tutte in ordinanzaSu'l lito incontro a' teucri le dispose.Dieron le trombe il segno. Il trojan duceFu che prima assali le torme agresti.E si fe' con la strage de' latini,E con la morte di Terone in primaAugurio a la vittoria. Era TeroneUn di corpo maggior de gli altri tutti.E tanto ebbe d'ardir, che da se stessoIncontr' Enea si mosse. Enea col brandoTal un colpo gli trasse, che lo scudoBenche ferrato, e la corazza e'l fiancoForogli insieme. Indi avventossi a LicaChe da l'aperte viſcere fu trattoDe la gia morta madre, e pargoletto,Preservato dal ferro, a te fu sacroFebo padre di luce, ed or morendoVittima cadde a Marte. Occise appressoCisso feroce, e Gìa di corpo immane,Ch'ambi di mazze armati ivan le ſchiere